Goretta e Renato Casarotto. Una vita tra le montagne.

Goretta e Renato Casarotto. Una vita tra le montagne.

      Una vita tra le montagne.
  • Autore: Goretta Traverso
  • Collana: Oltre confine
  • Editore: Alpine Studio
  • Pagine: 270
  • Anno: 2012
  • Formato: 15,5x23,5 cm
  • ISBN: 978-88-96822-42-5
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Nel 2003, dopo 17 anni il ghiaccio ha restituito in Himalaya le spoglie di Renato Casarotto, il grande alpinista vicentino che ha perso la vita il 16 luglio 1986, durante un tentativo di salita al K2 lungo lo Sperone Sud-Sudovest, precipitando in un crepaccio a poche centinaia di metri dal campo base. Casarotto è stato in assoluto uno dei più grandi alpinisti del mondo, con un curriculum che spazia dalle Ande all’Himalaya, dalle Alpi all’Alaska, dallo Yosemity alla Patagonia. Casarotto si è distinto per una strepitosa carriera alpinistica solitaria, che lo ha portato a lottare da solo contro le più grandi pareti del mondo, aprendo vie nuove negli angoli più selvaggi della Terra, anche in inverno. Sue sono, infatti, numerosissime prime ascensioni nelle Dolomiti - le quali sono oggi garanzia di qualità e audacia - e imprese eccezionali come la solitaria invernale sulla parete Nord del Pelmo e  sulla Nord del Piccolo Mangart di Cortinenza, poi il trittico del Monte Bianco: Aig. Noire - Pic Gugliermina e Pilone Centrale del Freney, sempre in inverno e da solo; poi la parete Est delle Grandess Jorasses e la Nord-Ovest del Civetta. Quello che per chiunque altro avrebbe costituito il culmine della sua carriera, per Casarotto era solo l’inizio. Il suo alpinismo guardava pareti più lontane e sempre più difficili. Così conquistò da solo la parete Nord dell’Huascaran nelle Ande, il pilastro Est del Fitz Roy in Patagonia, la Sud del Mount Watkins, le salite solitarie al Mount McKinley in Alaska e il Broad Peak in Karakorum. E’ morto nel 1986, cadendo in un crepaccio sul ghiacciaio alla base del K2, dove stava tentando di aprire in solitaria una via nuova di tremila metri sul suo sperone Sud-Ovest. Una vita tra le montagne è la storia della sua vita da alpinista, scritto dalla moglie Goretta Traverso, che lo compagnava sempre nelle sue imprese in giro per il mondo.    

AUTORE

Renato Casarotto. Classe 1948, Renato Casarotto è stato uno dei massimi protagonisti dell’alpinismo mondiale negli anni ’70 e ’80. Affinata la tecnica di arrampicata sulle montagne di casa, le Piccole Dolomiti Vicentine, ha svolto un’intensissima attività sui Monti Pallidi, ripetendo quasi tutte le grandi classiche e aprendo vie nuove di elevata difficoltà – d’estate, in inverno e spesso in solitaria – nei gruppi del Civetta, delle Pale di San Martino, delle Pale di San Lucano e altrove.  Tra le sue più belle scalate vanno ricordate: la prima invernale della via Simon-Rossi sulla Nord del Pelmo (1974); la prima invernale solitaria della Andrich-Faè alla Punta Civetta (1975); il Gran Diedro sulla parete sud ovest dello Spiz di Lagunaz, nelle Pale di San Lucano (1975); la via nuova sulla nord ovest della Busazza (1976); il Diedro Sud dello Spiz di Lagunaz - prima via ufficiale di VII in Dolomiti -, nel 1977; la prima invernale solitaria della via Biasin al Sass Maor (1980). Dal 1° al 15 febbraio 1982, Casarotto ha salito in solitaria, una dopo l’altra, la via Ratti-Vitali sulla Ovest dell’Aiguille Noire de Peutérey, la Gervasutti-Boccalatte sul Picco Gugliermina e il Pilone Centrale del Frêney al Monte Bianco. Nell’inverno 1982-’83 è stata la volta della prima invernale solitaria del Diedro Cozzolino sul Piccolo Mangart di Coritenza, nelle Alpi Giulie. Oltre a un’intensa attività su ghiaccio e su misto nel gruppo del Monte Bianco, va menzionata la sua prima invernale alla parete est delle Grandes Jorasses nel 1985. Grandiose le realizzazioni di Casarotto sulle montagne extraeuropee: via nuova sulla parete sud del Huandoy Sur nel 1976, in Perù; via nuova sull’immensa parete nord del Huascaran Norte (6768 m), sempre in Perù, un capolavoro che gli richiese 17 giorni di arrampicata solitaria; prima ascensione e prima solitaria del pilastro nord est del Fitz Roy, in Patagonia, nel 1979; la via nuova sul Chopicalqui, in Perù, nel 1980; lo sperone settentrionale del Broad Peak Nord (7600 m) in Karakorum, nel 1983; la formidabile Ridge of no return al McKinley nel 1984. Poi, nel 1985, il Gasherbrum II in compagnia della moglie Goretta. Infine, va menzionata l’intensa attività di Renato sul ghiaccio estremo delle cascate del Canada e sulla roccia della Yosemiter Valley. Il 16 luglio 1986, al termine di un incredibile tentativo solitario sullo Sperone sud Sud est del K2, Renato Casarotto è morto precipitando in un crepaccio ai piedi della montagna.

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